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Forse una zingara, forse sempre inappagata, forse troppo curiosa, forse troppo in ritardo, o forse troppo ingorda di tutto il sapere, il vivere, il bello che esiste o che lo nega...Eccomi!!
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lunedì 9 novembre 2009

Roma, undici giorni ogni anno passati nel traffico - City

Roma, undici giorni ogni anno passati nel traffico - City

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venerdì 3 luglio 2009

Petizione Sardegna

http://firmiamo.it/perladifesadellapubblicitadellespiaggeinsardegna E' una petizione per fermare la seguente delibera n.24/24 dello scorso maggio 2009, per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative o di ampliamenti di quelle già assentite in favore di strutture ricettive. In poche parole alberghi e villaggi turistici (esistenti o non ancora esistenti) avranno dai 5 ai 7 mq di "punti ombra" (ombrelloni e letti etc) disponibili per ogni stanza (albergo con 50 camere uguale 5mq per 50..fate vobis) Testo della delibera QUI: Ma io mi domando e dico:abbiamo sempre avuto la fama di avere spiagge meravigliose e selvagge (il che ha i suoi pro e conro, ovvio..che se hai sete e non hai da comprare acqua, o e ti serve un bagno, o se qualcuno affoga, non ci sono servizi per esempio, puo' essere un problema, no?) spiagge deserte dove ti puoi ricreare, luoghi liberi dove puoi accedere senza lo stress dei biglietti, pagamenti, "li' non ci si puo' andare che e' dello stabilimento PIPPO", etc etc e a me questa "concessione" ...non quadra...e non mi piace (e non solo a me). A)sospetto che ci sia scopo lucrativo
B)sospetto che non sara' "controllata", in quanto il concetto di rispetto dell'ambiente e dell'uso pubblico della costa e' solo vagamente accennato e non si sa quali parametri verrebbero usati
C)ma non si riesce ad andare in bus da Bosa a Olbia, da Alghero a Olbia, da Olbia a Orgosolo, da Cagliari a Bitti etc etc etc con normali bus (il turista chevolesse visitare l'interno deve andarci in macchina a noleggio e cosi' far lucrare le relative compagnie!Tanto per fare un esempio) e pensano alle coste, lo sviluppo delle stesse (fossero poco affollate poi!!), il servizio ai clienti (ma de che??Ma quando mai!!) Ma perche' non dare concessioni in tal senso alle compagnie private di bus che pure creerebbero lavoro e opportunita' di sviluppo turistico all'interno dell'isola, che merita e ne abbisogna comunque e tra l'altro per tutto l'anno e non solo tra maggio e ottobre???? Saluti..anzi...AJO'

Mina - Gia' Visto

Già Visto
Mio poverissimo amore rimosso dal cuore
non tornero' piu' a cercarti
se mi casca l'anima in terra non e' piu' la guerra
ma tregua noiosa tra noi
gia' visto finito io lo so come va
gia' detto passato superato per carita'
vedi parlo sempre da sola non rido non volo
non so cosa dirti oramai
guarda avanti c'e' la tua vita
no non e' finita non chiedermi piu' di ascoltarti
gia' visto vissuto io lo so come va
gia' fatto passato superato per carita'
no non cercar di procurarmi dei guai
dai non piangere non serve oramai
ti ripeto me ne vado da ora
adesso ora adesso e tu e tu e tu e tu e tu dovrai farlo solo
e io e io e io e io e io voglio stare sola ora e per sempre
vedi col passare degli anni compaiono i danni
ti bruciano l'anima
se l'hai guarda questi solchi profondi ben lisci e rotondi
da tempo son chiusi oramai gia' visto finito
io lo so come va gia' fatto passato superato per carita'
no non cercar di procurarmi dei guai
dai non piangere non serve oramai
ti ripeto me ne vado da ora adesso ora adesso e tu e tu e tu e tu e tu dovrai farlo solo
e io e io e io e io e io voglio stare sola ora e per sempre non tornero'
...... non tornero'......

mercoledì 17 giugno 2009

Taurus...and one of my city is..DUBLIN!!

Attaccato a quella che, per lui, senza perifrasi, è veramente la Madre Terra, ne conserva la solidità, la semplicità e il buonsenso. Ama avere una bella casa, adora la buona tavola, è un amico affidabile e s'immerge nella natura quasi con voluttà, per catturare emozioni e sensazioni. TORO Terra, Fisso, Femminile Pianeti governatori:Venere Colore:verde Giorno della settimana:venerdì Pietra:smeraldo Metallo:rame Musica:Puccini Pittura:Botticelli Profumo:rosa Stati, regioni, città:Iran, Grecia, Caucaso, Campania, Bologna, Palermo, Dublino La sua personalità Il suo gusto innato per il benessere e per le cose "buone" della vita lo predispone a curare l'arte del vivere, a godere delle piccole gioie quotidiane, piuttosto che a lanciarsi in imprese al di sopra delle sue forze e dei suoi mezzi. Resistente, perseverante, riflessivo ed equilibrato, lavora con scrupolo e serietà rispettando i suoi impegni e raggiungendo, quasi sempre, una buona solidità finanziaria. Ama il denaro, non per accumularlo, ma per spenderlo in tutto ciò che gli procura piacere: una bella casa, quadri e mobili d'epoca, una fornita cantina, bei vestiti. Venere, il suo pianeta governatore, gli fa apprezzare, infatti, la purezza della forma e le cose belle, che ama toccare ed avere sempre davanti allo sguardo. Il senso della famiglia in lui è molto sviluppato; quest'ultima rappresenta il rifugio, l'ambiente naturale per eccellenza, nel quale piantare le radici, ritrovarsi e sentirsi rassicurato in ogni circostanza che la vita riserva. Il suo modo di amare Un impegno serio, una situazione stabile e chiara in cui profondere tutto il suo affetto, ecco il concetto che ha dell'amore. La stabilità e la durata dei suoi rapporti sentimentali, infatti, sono di fondamentale importanza per lui che non tollera il passeggero e l'incerto. All'avventura, invece, bisogna essere portati e non è il suo caso; certo, non si può escludere che circostanze particolari o una persona con eccezionale sensualità, possano spingerlo a quella che, il giorno seguente, probabilmente considererebbe una "stupidaggine", ma sicuramente non è ciò di cui va in cerca. Una volta trovata l'anima gemella, quindi, la scelta è definitiva, anche perché detesta i cambiamenti e ha paura delle novità. La famiglia è pertanto il fulcro della sua esistenza, poiché soddisfa il suo bisogno di sicurezza, e i figli sono coloro che conserveranno e accresceranno i beni da lui accumulati. Ma come corteggia il nostro Toro? È una miscela di sensualità e riservatezza, e non resiste alla tentazione di giocare la carta della seduzione. Abbandona allora il suo riserbo, cosicché diffidenze e timori svaniscono, specie quando è molto attratto fisicamente dall'altro. Ama il tono della voce del suo partner, gli odori del suo corpo, è, insomma, un amante molto raffinato e geloso della sua conquista. E come vuole essere corteggiato? Niente tattiche particolari, né modi raffinati per circuirlo! Predilige la persona "acqua e sapone", che lasci trasparire il suo interesse per lui con naturalezza, senza vergognarsi delle proprie emozioni. Come amerà infine nell'età matura? Continuerà ad essere un amante raffinato, nella cornice di una possessività, questa volta, blandamente gelosa e di una fedeltà a prova di bomba. E quando scopre che c'è un altro? Dapprima non vuole crederci, poi spierà ogni mossa del partner, ogni suo gesto, e si trasformerà in un vero e proprio detective, tanto da rendergli la vita quasi impossibile. Talvolta, però, spinto dal dispiacere e dalla delusione, potrebbe anche cercare altrove quello che la sua sensuale natura reclama. Nel mondo del lavoro Il Toro è un buon amministratore, sia che si occupi dei suoi affari, sia che lavori alle dipendenze altrui. Egli giunge al successo lentamente ma con sicurezza ed eccelle in professioni come quella di banchiere, consulente finanziario, impresario edile, commerciante, venditore e, grazie al suo amore per la terra, sarà anche un bravo agricoltore. Le sue qualità artistiche, inoltre, lo indirizzano verso il teatro, il cinema, la pittura e il bel canto, non è raro trovare negli appartenenti a questo segno, infatti, ottimi cantanti. Come collaboratore è insostituibile e, se lavora alle dipendenze, risulta essere un collaboratore veramente affidabile. Svolge qualsiasi professione con grande senso di responsabilità e chiarezza, e vuole sempre vedere dei risultati concreti nel suo operare. Se si facesse una statistica degli assenteisti, sicuramente fra i Toro non ce ne sarebbe neppure uno, a lui piace lavorare, anzi trae soddisfazione dall'impegno quotidiano e dal benessere che ne ricava. Negli studi il Toro è diligente, costante, razionale, forse un po' lento, ma quando impara una cosa, difficilmente la dimentica. Le facoltà universitarie più adatte al suo temperamento sono quelle di agraria, ingegneria, matematica, economia, e se, come spesso accade, ha spiccate tendenze artistiche, scuola d'arte e conservatorio gli permetteranno di realizzarsi pienamente. La sua salute Le parti del corpo collegate al segno del Toro sono: l'area della gola, l'arco dentario inferiore, il sistema muscolare del collo, le prime vie respiratorie, le vertebre dell'area superiore, e l'area bronchiale superiore. Ne deriva che le patologie che accusa più di frequente comprendono tracheiti, faringiti, tonsilliti, disturbi alle corde vocali, artrosi cervicale, cattivo funzionamento della tiroide. Il suo sale cellulare è il solfato di sodio che regola la ritenzione d'acqua nell'organismo. Il Toro è un flemmatico e sa perfettamente che per star bene, ha bisogno di vivere evitando accuratamente qualunque tipo di eccessi, ecco perché arriva spesso fino a tarda età e senza troppi malanni.

giovedì 14 maggio 2009

Elizabeth Gilbert

E chi e' ora questa? Direte? Per me una specie di "anima gemella" in senso emotivo ed empatico, ovvio...hai presente quando ti riconosci in una persona e in cio' che scrive o dice o sente o esprime, etc? Ecco. Per la prima volta ho letto UN INTERO LIBRO IN INGLESE e questo libro e' appunto scritto da lei. "Eat, Pray, Love": ogni parola si riferisce a cio' che ha trovato in tre nazioni differenti. Italia, India, Indonesia (tutte e tre con la "I") :-)e la cosa deliziosa e' che e' vero..insomma, descrive tutto cio' che ha fatto, vissuto in questi tre luoghi cosi' diversi tra loro, durante un anno di pausa nel quale sentiva il bisogno di ritrovarsi..o di trovarsi. E' delizioso tutto, lei, certe parti del libro, per esempio, la parola "Attraversiamo" e' la sua preferita in italiano, riempie la bocca, e' completa, rende il senso dell'andare da un altra parte... Ad ogni buon modo, per chi vuole saperne di piu' www.elizabethgilbert.com Fuori dal tema: oggi sono di nuovo molto ansiosa (mi sta capitando spesso ultimamente), non so bene perche', o meglio, una parte di me lo sa, dovrei farla "parlare" ma chissa' cosa ne verrebbe fuori, forse cose che ora non ho molta voglia di affrontare. Ho bevuto una tisana relax e va un po' meglio...ma mi sento confusa, debole, stanca..mi guardo allo specchio e mi vedo pallida, mi gira un po' la testa (effetto ansia), mi rimetto le lenti a contatto(che non usavo da giorni per via dell'ennesima infezione) e nell'evitare di piazzare la ex lente infetta nell'occhio sano, ovviamente...LA METTO PROPRIO LI' perche' erano scambiate nel contenitore..e che dire??Tra Murphy e Paperino il mix mi si confa'. Sara' tutto effetto del tempo che oggi e' tornato come a Dicembre? Nel frattempo ho realizzato ceh odio la parola "PERFETTO" come modo di dire volante specie in ufficio o in conversazioni formali. Per esempio: "sai a che ora arriva il taxi?" - "Alle 2.30" - "PERFETTO" Ma vaff!!!!

venerdì 8 maggio 2009

40 Anni:SFIGATO! (Breve trattato sulla fauna maschile romana e non 2000/2007)

Eccoli qua, magari si sono laureati, hanno una storia lunga alle spalle, conclusa in modo rocambolesco perchè lei era una stronza e strana e loro poverini quanto hanno sofferto, lavorano da tempo più o meno sempre nello stesso posto , avuto nella maggior parte dei casi attraverso "aggancio" ( e vabbè, questo è un meccanismo nazionale, che ci vogliamo fare!?), hanno gli amici che vedono prevalentemente nel week end e se capita scroccano qualche cena durante la settimana per spezzare un pò e raccontarsi l'ultima scopxxx fatta con la tipa conosciuta sulla chat che è una gran maiala e via a dettagliare, pensano di avere chissà quanto tempo davanti per poter gestire la loro tanto sbandierata libertà e potersi svagare con tutte ( o quasi) le belle gnocche che girano (copia di quelle presenti alla tv, non so se ci fate caso, a me sembrano tutte uguali: capelli lisci neri, tratti morbidi, super tacchi e puppa al vento, magari rifatta che tanto ormai...)e se qualcuno gli chiede " ma scusa, a te non interessa una storia seria, insomma, una storia come si deve, magari innamorarti?" loro puntualmente rispondono che "ora non è il momento, voglio stare da solo perchè c'ho un pò di casini da risolvere (che poi casini magari sono giusto le rate della macchina da pagare o un progetto a lavoro che lo fa lavorare tre ore in più a settimana...insomma, roba mica da poco), oppure che "seeee, ma figurati se ci casco" o ancora " no, ho sofferto troppo, ho paura di legarmi" e a cadenza temporale varia però si fanno le storie e massacrano le poverette (e non) di turno con le stesse frasi: dal "non me la sento" al " tu meriti di più" passando per il "ci siamo incontrati nel momento sbagliato" e a condire un "sai, sto ancora male per le fregature prese 56 anni fa" o "ora non voglio pensare a niente" concludendo col più quotato" non so se sono innamorato" . Nel frattempo però continuano a girare per locali, chat, discoteche, corsi di ballo, cene "presentatorie di amiche" e via andare. CERCANO, insomma. Questi sono GLI SFIGATI! Non i furbi, i figli di buona donna, i latin lover o i dongiovanni o chi più ne ha più ne metta(che, tra l'altro, sarebbe ciò che ci vogliono far credere di essere!) SONO GLI SFIGATI! Sono quelli che a 40 anni, o zone limitrofi, ancora non sanno che cosa vogliono, non sanno relazionarsi col mondo, non hanno un equilibrio, non sanno gestire le proprie energie, dicono mille cavolate e battute a raffica per nascondere le loro incapacità, sono stanchi di rimettersi in gioco, sono incapaci di andare oltre se stessi, non riescono a cogliere il bello della vita che non sia la macchina ganza, il cellulare costoso, la settimana bianca standard coi soliti 4 amici (SFIGATI pure loro!) e magari in tutto questo si sentono spesso soli e inadeguati e sono pure timidi.Insomma...usano una sorta di "consumismo anestetizzante" per non affrontare loro stessi e capire che sono cresciuti e che a 40 anni (e, sempre, zone limitrofi) sono pure ridicoli nella parte del pischello di 25 anni spensierato e senza programmi futuri (che pure di questa razza, mi sa ne esistono ancora pochi esemplari). Beh, cari SFIGATI, ora è giunto il momento di ribaltare la concezione del " single è bello e fa figo"... Single, a 40 anni ( .....limitrofi....) ...è ESSERE SFIGATI! Se poi vivete ancora con mammina e papino o se siete della variante "vado a vivere da solo ma porto la roba a lavare da mamma e non cucino mai che tanto da mamma trovo pronto, beh, allora siete proprio laureati SFIGATI a pieni voti! Punto.

Era Febbraio 2007

Quante cose avrei da scrivere! (lo zibaldone) Il tempo corre, ecco qui, non è una scoperta, lo so...eppure questo tempo, che si stava delineando carico di preparativi e di nuove prospettive di vita è cambiato all'improvviso, quando nemmeno lo cercavo ( un classico, lo so!) E il sabba di pensieri e sensazioni riprende vita, ma in un modo diverso...insomma, era come percorrere una strada e avere già tutto predisposto sul come fare il viaggio e sulla meta finale...mi sono forse distratta un attimo, mi sono forse alleggerita del carico, o mi sarà preso un colpo di sonno, insomma...la strada è cambiata, ed è bella anche questa, seppure io non la conosca e non sappia bene dove mi porti, ma il paesaggio intorno mi piace, anche se a tratti mi spiazza e mi spaventa un pò. Certo parlo e scrivo un pò "criptata", e lo faccio perchè non sempre amo mettere sulla pubblica piazza i dettagli delle mie giornate...ma chi mi conosce capirà a cosa mi riferisco. Ecco un altro viaggio, la bellezza sta proprio qui: che nel grande ( e meraviglioso) viaggio che è la vita le sorprese non mancano mai. Ho paura, è vero, ma amo così tanto la vita e il respiro delle cose che non ho mai il coraggio di tirarmi indietro e rinunciare, ma perchè darla sempre vinta alle paure? Ma per cosa dovremo mai vivere? Solo per le cose e le persone che non ci incutono timori o dubbi?per le finte certezze che poi certezze non sono mai? Certe volte immagino me stessa a, che ne so, 70 anni, quando la mia vita ( spero di arrivarci a quell'età!) sarà in quella discesa che accetterò come inevitabile e mi vedo seduta a rispolverare i ricordi e fare bilanci e mai, mai e poi mai mi vorrei sentire in debito con la mia strada dei sogni e della "giovinezza" ( che ora che ne ho 38 mi sa devo stare attenta a usare certe parole, ecco che le virgolette mi vengono in soccorso!!)...non vorrei rimpianti, non vorrei dirmi " ma se lo avessi fatto/detto/vissuto", oppure "ma accidenti a me che quella volta non ho...etc etc" sapendo che il tornare indietro non è più possibile e che nemmeno avrei più le energie per provarci in quel dato momento. E visto che ci sono, ora, in questo attimo, in questo momento, mi voglio proprio divertire a percorrere questa strada...e poi magari raccontarlo a qualcuno quando arriverò ai 70 ( o più...mai mettere limiti, no?). In tutto questo sto attraversando anche dei momenti di sconforto e sono momenti che vivo con me stessa, perchè mi rendo conto di quanto tempo abbia passato ad adattarmi a cose o persone che non mi davano ciò di cui avevo bisogno...mi chiedo come ho fatto, e soprattutto perchè. Il bisogno di affetto? o quello di avere conferme? o il sentirmi utile per qualcuno?( che poi se ci penso c'è sempre il volontariato!) Insomma, certe volte mi viene una grande rabbia e un certo sconforto, ma ho capito anche che certe mie scelte passate erano dettate anche da abitudini comportamentali e da paure molto più profonde e inconsce...e ora non voglio che quel mio passato e quelle ferite inquinino e disturbino il mio presente. E' adesso che devo cominciare una nuova vita: qualunque sia la meta, chiunque mi stia accanto. Una nuova vita dove le paure non mi mozzano il respiro e dove posso permettermi di dare anche una piccola accelerata su quella strada che sto percorrendo e che mi sta regalando panorami emozionanti. In tutto questo "ZIBALDONE" appunto ( scrivo di getto, nulla di preparato e ora devo anche scapapre via dal PC), un pensiero speciale e due righe almeno per una persona che è entrata nella mia vita da relativamente pochi mesi ( lei è furbetta, mi è arrivata quatta quatta, toma toma....E' la mia cara GRAZIA B., la cui amicizia mi scalda il cuore, anche se forse spesso non riesco a dimostrarlo come vorrei... Nulla da togliere ad altri amici, ma un pò per empatia e un pò perchè le nsotre vite un pò si somigliano...ecco.. un pensiero per lei e uno per il suo papà Antonio, che da quel cielo oltre le nuvole continua a guardarla e ad amarla... Un forte abbraccio carico di affetto smisurato.

Era il Dicembre 2006

HO VINTO UN SOGNO! Erano mesi che mi si stava sgretolando tutto intorno: il lavoro, l'agitazione perchè i miei capi sono risentiti per avermi fatto il contratto e sono partiti con una sorta di"mobbing" nei miei confronti, amori vecchi che bruciavano ancora e qualche nuovo raggio di sole che purtroppo dopo poco non scalda più, lasciandomi ancora con l'amaro in bocca e con la confusione solita fatta di domande senza risposte. Mi sentivo incapace, fuori luogo, inadeguata, diversa e anche un tantinello cretina (ma fosse che dovevo nascere intorno alla metà dell'ottocento e c'è stato un disguido tecnico? ) ed è così che capita, quando meno te lo aspetti le cose arrivano a cambiarti la vita: lo dicevano sempre i miei amici, ma si riferivano al famoso "Principe Azzurro"! (che stia ancora sta a Gerusalemme a liberarla?Bah!) Risparmio i dettagli tecnici e pratici ma ciò che è cambiato è che A MARZO PARTIRO' PER L'AMATA IRLANDA (del 2007, NDA), lavorerò in una multinazionale e mi sono data tempo un anno per capire se poi restarci a vivere o tornare in questo paese pieno, ormai, di troppe contraddizioni e disordini vari. I dettagli realtivi alla data e al resto li avrò all'inizio dell'anno, per il resto so solo di essere molto felice, abbastanza impaurita, e mi dispiace che niente mi abbia fermato, finora, in questa città dove vivo ormai da nove anni (Roma) e dove, in pratica, non ho realizzato nemmeno la metà di ciò che desideravo e anche a parità di sforzo direi che sto proprio sotto... Gli amici, quelli solo sono una ricchezza acquisita...e non sono certo tanti.

Harry meet Sally...scena finale BELLISSIMA!

"Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti un'ora e mezzo per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo, e non c'entra il fatto che sia Capodanno. Sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona,vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile."

Forse un diario?

Sulla scia delle sensazioni ch ultimamente vanno e vengono in un up&down continuo, mi chiedevo se non sara' il caso di riprendere la sana (???) e vecchia abitudine che avevo fino a pochi mesi prima di cominciare la mia "quinta vita" (questa attuale): Scrivere Un Diario! (Cartaceo oppure On line? boh...) Ci sono tante cose che mi frullano in testa, tante idee, tanti piccoli drammi e nervosismi, tante belle sensazioni e ricordi, insomma, attimi. Ma anche pensieri e teorie sulle cose, domande senza risposta, dubbi e sogni o desideri per i quali ancora non so se prodigarmi per la loro realizzazione. Un problema e' il TEMPO...nel percorso mattutino tra casa e lavoro (circa mezzora di bus) in genere leggo e contestualmente mi appisolo oppure ascolto musica e, appunto, immagino, fantastico, ricordo. La sera, nel rientro, sono 45/50 minuti di bus e mi riappisolo mentre leggo (ho un libro in inglese, il primo che sto riuscendo a leggere, sono a pagine 215, da non credere, solo che ci sto mettendo un paio di mesi a finirlo, con tutte queste pennichelle!) , una volta arrivata a casa ci si cambia, 10 min di relax e poi si comincia a organizzare la cena, dopo si butta uno sguardo al web per vedere siti o rispondere a mail se non ne ho avuto il tempo durante il giorno.Sono gia' le 23, tempo di camomilla, abluzioni, altra mezza pagina di libro e ronf ronf fino alle 6.30 del mattino dopo...e si ricomincia... Dove lo incastro il diario????

venerdì 24 aprile 2009

Come chiamarli?

Entrano, non salutano, escono e fanno altrettanto, non invitano mai per un caffe' (due stanze piu' avanti) meno che mai a un "dopo lavoro/compleanno/cinema/concerto/varie&eventuali (che pure organizzano.Stanno sempre tra di loro, se pure mi fanno domande sono sempre di richiesta soluzione problemi et similia, se mentre stanno al pc chiedi loro qualcosa (ovviamente condito di "scusa, x...") non schiodano lo sguardo dallo schermo e sei costretta a chidere "scusa, ti dispiacerebbe guardarmi un attimo, per favore?", se chiedi una informazione pratica (sempre lavorativa, mai personale) loro"non lo sanno, non hanno capito, non hanno visto" e se vuoi essere collaborativa e "parte di un team", come tanto viene richiesto quando fai quei fottutissimi lunghi e banali e scontati colloqui, lro ti dicono ancora che"non sanno, cosa c'e'? che ne so!, boh! ma non sono io la persona che..chiedi a...cosa vuoi che ne sappia io, non e' il mio ruolo e poi 3 anni fa mi sono dovuto montare gli scaffali, figurati se ora io potrei..." etc etc.. Pero' tra loro si intrattengono, nel tempo perso a parlare di calcio, squadre, classifiche e campagne acquisti, azioni in campo, commenti televisivi etc. Altre volte sono cosi' formali che il loro chiedere ogni santa, o quasi, mattina "come stai? tutto bene?" (sorridendo stentatamente stile velina) e il tuo altrettanto chiedere seguito dal solito "bene, bene, tutto benissimo"(ma io dico ma a questi le palle non girano mai????e che barba!!) fa sospettare un misto ipocrita/chissenegragadicomeveramentestai/epureoggilafiguracarinal'hofatta per cui ogni mattina diventa una sorta di minirecita cosi' banale e snervante che allroa preerisci non chiedere piu' nulla per evitare sconforti. Una volta mi sono anche sentita dire"buon caffe'" (ma che cxxxo significa!!!???) Se sanno che stai disperataemnte cercando un biglietto per il concertone di xxx e loro lo hanno, ti senti dire "guarda, prima cerco di venderlo su Ebay per farci almeno 200 euro, se proprio non riesco te lo vendo a prezzo normale, sai, con TE non mi va di fare la cresta (ah..ma grazie) e la sottile sfumatura del "macchisenefregadivenderloatechenehaibisognosepossofarmisoldi" (tutto cio' nononostante i loro bonus e aumenti vari ricevuti - che vedi e non ricevi a tua volta) fa sentire una fitta di dolore sordo nell'animo e lacrime miste a rabbia premere sugli occhi, perche' sai che tu NON AVRESTI FATTO LO STESSO...vero..ma tu sei tu, gli altri, il mondo oltre te, e' diverso, lo insegnano le leggi della vita, no? E' che io sono testarda e dannatamente ottimista, a dispetto di cio' che a volte si dice di me ("ti lamenti", "rompi", "scassi", "sei pessimista", etc etc) ma purtroppo un po' lenta nel centrare, dunque per me il mondo e' buono e altruista, anche se certo questo non necessariamente significa che sono una cretina:all'occorrenza so essere molto stronza e pure vendicativa. All'occorrenza. In caso di compleanno (mio) ovviamente loro non ne sanno nulla, e se lo vengono a scoprire da altre fonti, casualmente, e non vedono il dolcetto o la torta ti dicono "ma insomma, noi non lo sapevamo...potevi portare qualcosa, dove sono i dolcetti?" e io tra me e me penso che l'ultima cosa che mi viene in mente, visto il livello di comunicazione che vige qui dentro, e' di CONDIVIDERE una parte della mia vita privata con questi strani esseri, e' lo scavalcare le mie regole umane e sociali per mettere su un falso teatrino, e' il mostrare sorrisi e empatia in un continuo ON/OFF comunicativo regolato da un timer nascosto chissa' dove. Forse tutto cio' accade perche' sono qui relegata in una stanza da sola in compagnia di PC, stampante, fax e archivio? Forse tutto cio' accade perche' sono una donna e loro tutti uomini? Forse tutto cio' accade perche' io sono vista solo ed esclusivamente come la PA e/o segretaria smazzatutto? Voi avete relazioni simili? Cosa fareste? E' venerdi', il mio umore il venerdi' e' sempre alto e molto lucido, pulito, non inquinato dall'ansia dei giorni a venire, da oggi ho veramente 41 anni e a ben vedere...e' proprio vero.Non li dimostro nemmeno dentro. Mi sento meravigliosamente "pulita" e vitale. E questo "confronto" con questa parte di mondo quotidiano mi fa sentire anche BELLA... PS. Grazie Riccardo per la mail di complimenti. Il sapere che qualcuno questo blog lo legge...beh, mi ha ridato voglia di scrivere...

lunedì 23 febbraio 2009

Che barba!

E' di nuovo lunedi', frase banale e il calendario lo conferma...Mi sembra di non aver vissuto il mio fine settimana ed eccomi di nuovo qui a lavoro. Giusto un attimo per manifestare il mio umore di oggi, visto che i miei colloghi sono permalosetti, per una battuta capita male(per l'ennesima volta) c'e' l'offesa facile e allora sapete ceh vi dico? Me ne resto nella mia tana/stanza/ a lavorare, rapporti formali e discreti, non una parola di piu' ne' una di meno, e andatevene aff....(OPS) Meno male pero' devo ammettere che ieri sera una cosa carina, culturale, interessante, l'ho fatta: sono andata a vedere La Boheme di G. Puccini..la prima opera in vita mia!!!!Ero emozionata ma non come lo ero nel mio immaginario tutte le volte che sognavo di andarci... La spiegazione di cio' e' dovuta anche al fatto che il teatro era da concerto e non da opera (e a Dublino cosa mi aspetto? ovvio, no?) e che il cantante principale era malato e non poteva sforzare le corde vocali, cosi' cantava in playback con un omino fuori scena che cantava per lui... Tutte a me le cose originali:-) Beh, buona settimana a tutti!! Cazzeggio finito, andiamo in pace e che che arrivi in fretta il venerdi'!

martedì 17 febbraio 2009

Era MOLTO MOLTO MEGLIO SORU!!!!

Beh, ci speravo, sono triste, arrabbiata, di tutto... Per la prima volta mi ero appassionata alla candidatura alla presdienza della mia isola..e la "colpa" in senso buono, e' stata sua. Io non sono mai stata di sinistra, anzi mi stanno pure sulle scatole le classiche zecche che si atteggiano e che all'atto pratico assorbono modi e idee ma non sono mai realmente loro...e' solo bisogno di appartenenza. La destra idem, anche li' e' pieno di fighetti vogliosi di ruolo, ma comunque simpatizzavo di piu' per questa parte..e forse anche per Silvio (mazza, ci ho anche lavorato a via dell'umilta', in una soc. esterna, comunque li' ero, stesso palazzo, solo io stavo in topaia a inserire dati). Ma di recente devo dire...le classiche frasi, modi, idee, cavolate....beh, mi e' sceso tanto...e sono oramai dell'idea che la politica, alla fine, non esiste piu'. Ma le persone si. Ecco perche' supportavo (e tuttora supporto) Soru. Acc....devo scappare...che pizza, mai tempo per fermarsi e buttare fuori sensazioni. Comunque...speriamo bene, il prossimo sardo che si alemnta nei prossimi 5 anni gli taglio una mano (quella votante:-) ) Kiss

mercoledì 11 febbraio 2009

Inquieta (del Settembre 2006)

Continua il "revival" dal mio vecchio blog spaces...e in fondo questi sono quasi sempre momenti evergreen e li ricopio qui, nella quinta vita. "Rieccomi qui, è passato un pò di tempo e non ne ho mai quanto vorrei per scrivere qui qualche mio pensiero, o qualcosa di cui valga realmente la pena scrivere. Ma dovrei smetterla col pensare che devo fare o dire o scrivere solo le cose importanti, in fondo le giornate sono piene di mille cavolate, di cose leggere che magari si prendono per mano e colorano alcune delle mie ore. Gli ultimi mesi, per certi versi, non sono stati facili: tra contrasti emotivi dovuti ad un maggiore silenzio coi miei genitori, tra una vecchia storia che si apriva e si chiudeva da ormai due anni per poi scoprire, il primo di agosto, che mi aveva mentito su mille cose e sulla sua vita e aveva pure avuto un figlio 10 giorni prima! (ma questa cosa, se me ne vien la voglia, la vorrei "romanzare" in separata sede perchè merita, alla faccia delle sceneggiature più quotate ultimamente), tra qualche nuova conoscenza della quale non sono mai stata troppo convinta...insomma..sono poi arrivate le sospirate vacanze. Quelle che per almeno 3 mesi ( quelli estivi, appunto) riempiono le nostre bocche e i nostri giretti sul web e i nostri incontri con gli amici ( perchè bisogna salutarsi, manco si andasse nel Laos per 90 anni!) e le corse dopo l'orario d'ufficio ( perchè vorrei provare a chiedere in agenzia...)etc etc. e che magari ci stressano anche un pò da organizzare, no? Beh, ho visto gente strisciare ( letteralmente) fino all'11 agosto, con lo sguardo lesso e con la stessa domanda sempre pronta:quando finisci?"( di lavorare) e mi sono detta che forse faccio bene quando ogni 2 mesi o 3 rubo 4 /5 giorni e scappo da qualche parte ( IRLANDA in pole position, obviously, cosa di meglio del vento e del mare e della vista del verde per sentirmi lontana da questo caos cittadino e da tutto il mio mondo ordinario?) e così non ho strisciato, io...e l'11 me ne sono andata nella mia vecchia città:Cagliari. Non ci tornavo da due anni. Lo devo dire, che mentre l'aereo si abbassava sulla mia città e lo sguardo poteva vagare nei contorni illuminati della costa e poi delle strade e dei palazzi...beh, mi sono sentita il cuore gonfiarsi e poi, appena atterrati, le lacrime sono arrivate senza freni. Ad aspettarmi c'era Patrizia, amica di una vita, un lungo abbraccio e poi via verso la città. Lì ho trascorso cinque giorni circa, ho rivisto la strada dove vivevo, la casa oramai abbandonata che vorrei cercare di recuperare per avere un posto dove poter stare quando torno lì a cagliari, mille ricordi di quando la mia vita romana non era nemmeno stata immaginata. Quante cose sono cambiate per me, dentro e fuori: l'unica cosa immutata sono gli amici che ho lì, che sono sempre presenti con il loro affetto, con i loro modi, con la nostra comunanza di ricordi da rispolverare ogni qual volta ci si si riveda. E' strano che io mi senta come anestetizzata quando sto lì, mi sembra di non provare grandi entusiasmi o affetti, forse perchè ultimamente mi sono un pò "indurita" e il gesto di un abbraccio mi sembra mieloso e troppo ravvicinato... Non mi piace come sto diventando, come stia perdendo di vista tutte quelle piccole e care cose che avevo quando non avevo un lavoro, quando non avevo una casa, quando non avevo assolutamente nulla che non fossi io e il mio coraggio...perso anch'esso sulla strada delle fatiche quotidiane in una città ( Roma) non mia e mai sentita tale, per quanto bella. Ho preso un pulman per arrivare poi da mia zia, l'unica che nel corso della mia infanzia e adolescenza mi abbia veramente dimostrato affetto pieno. E su quel pulman ho pianto di nuovo. Lasciare di nuovo gli amici, separarmi ancora da loro...allora non sono così insensibile, mi dico.Perchè provo dolore, veramente. E voglio far sapere ad ognuno di loro che già mi mancano, che spero questo distacco non sia di nuovo tanto lungo, e che "grazie di far parte della mia vita". Le lacrime continuano e sfalsano i paesaggi; questi posti che sono miei, ai quali comunque appartengo, dei quali faccio parte io stessa, inserita chissà come chissà quando in un qualsiasi attimo di storia di questa terra così antica che è la Sardegna. Non solo la Sardegna del mare, dei villaggi, del turismo, ma soprattutto quella dell'odore di mirto, quella delle tradizioni antiche, dei valori radicati e del loro rispetto, la Sardegna delle strade strette e dei muretti a secco, delle donne vestite come un tempo con le loro gonne lunghe e "su mucadore" in testa, che portano ancora le ceste sul capo e che hanno sempre la forza per mandare avanti una famiglia, la Sardegna dei banditi e dei codici d'onore. Io faccio parte di questo e di molto altro, visto che spesso le emozioni e i sentimenti, quando sono forti, non sono sempre così facili da descrivere. Ho cercato intensità e l'ho trovata, pur sapendo che dopo altri pochi giorni sarei dovuta salire di nuovo su un aereo e tornare qui, dove niente di tutto questo mi rincuora o mi completa. Al mio rientro mi sono chiesta se ho fatto bene poi a cambiare vita e lasciare tutto lì nell'isola, ho fatto e tuttora sto facendo, una sorta di bilancio sul mio percorso di vita di questi nove anni "nel continente". E finora non è per niente facile capire.Da dove vengo e dove sto andando e soprattutto, cosa voglio fare, visto che mi punge un pò l'idea di tornare lì e riprendere in mano le mie radici. Ma questa scelta, ovvio, posso farla solo io...e le mie confusioni sono ancora troppe."

London Un week end di questo febbraio 2009

Ecco, ci sono andata per la prima volta..a dire il vero non mi era mai interessata piu' di tanto, o meglio, non era in cima alla lista delle citta' da visitare, per me. Ma la cara RyanAir (...tacci sua!) con le sue occasioni sparse qua e la' tra una email e un giro nel web, eccola la' che mi mette Londra sotto il naso a 20 € andata e ritorno. Come dire di no? In breve: si, bella citta' ma non mi ha entusiasmata piu' di tanto (e io in genere sono una curiosa, entusiasta, mi piace tutto!); Mi ha fatto sentire povera, con il lusso, i negozi cari, le griffe dovunque (insomma, si, sono ganzi e in confronto a Dublin hanno di tutto e di piu' e sempre e ancora..ma amo la decadenza dublinese, sorry!); Mi ha tanto richiamato Roma, solo meglio organizzata (ovvio, altrimenti che "british" sono? o meglio, forse e' a Roma che sono troppo cafoni, ma li' il problema e' italiano e se mi addentro nel tema non ne esco piu' quindi STOOP!); Ancora...Londra come Roma: e' bella...ma e' stronza! Non ti ci fa vivere a misura umana (non fa per me); A Londra e' un casino trovare le uscite: (esempi) in aeroporto devi fare km a piedi, esci dal gate e sei guidato dentro al trenino che ti porta dentro una stazione che ti guida alla subway (aiutoooo!! Poi io fumo, meglio ancora!); da Harrod's oltre alle cose costose e al tempietto con Diana e Dodi, la cantante lirica, le statue egizie e il the con 3 pasticcini a 28 pounds, insomma...per avere una boccata d'aria e uscire non si fa altro che girare, girare, niente segnalazioni, piani, banchi, gente, file, ODDIIIOOOO VOGLIO USCIREEEE...cammina, sali, scendi, "forse e' laggiu'", "oh no, questo e' un camerino", prova a destra, vai a sinistra..e finalmente, proprio mentre la faccia mi diventa viola dal caldo e dall'intolleranza per tuttastagentechenonhaaltrodafarechestarequimaforsesonoturisticomememalorosidivertonoeionochenonhosoldipercomprare400eurodipantaolonifendi...ecco!!! e finalmente...eccola laggiu'! L'USCITAAAA!!! Non oso pensare se vado a fare la spesa al supermarket! Ecco...la mia "short london experience"...I think it's enough. Vorrei postare foto (li' si che mi sono divertita!)ma non so dove, se posso farlo qui.

Da "Il grande freddo"

Questa "citazione" dal film mi accompagna da anni..nel senso che ..si, insomma, mi piace e mi apparteneva quando ero in italia e tutti gli sfigati, incasinati, indecisi, fifoni, etc etc li beccavo io e pure le mie amiche...e questa citazione dal film li racconta benissimo! La trovo un evergreen, me la tengo ancora, la riporto qui.:-) O SONO SPOSATI O CHECCHE. E SE NON SONO CHECCHE HANNO APPENA ROTTO CON UNA CHE ERA UNA PUTTANA E CHE SOMIGLIAVA TUTTA A TE. MA IN FASE TRANSITORIA, DOPO UNA RELAZIONE MONOGAMA, HANNO BISOGNO DI SPAZIO; O SONO STANCHI DI SPAZIO MA NON SI VOGLIONO IMPEGNARE; O VOGLIONO L’IMPEGNO MA TEMONO DI AVVICINARSI; O SI AVVICINANO E TU NON LI VUOI TRA I PIEDI….

Un consiglio e un pezzo di vita ...(scritto nel febbr.2006)

Raccontai ciò che segue ad una ragazza che si trovava in difficoltà in una città straniera (Dublino, guarda caso, ecco perche' la pubblico) e non riusciva a trovare un lavoro all’altezza di ciò che era e di ciò che aveva studiato. Mi ero ritrovata all’improvviso catapultata nel mio passato e ho capito le sue delusioni e le paure e la rabbia. Così mi sono avventurata a buttare giù velocemente quanto era successo a me quando arrivai a Roma nel 1997 e lo feci un po’ per sollevarle il morale e un po’ per sfogarmi e far capire qualcosa a chi perde le speranze e a chi, invece…semplicemente non ne ha mai avuto bisogno ( e beati questi ultimi…) Ora che vivo qui a Dublino da ..da..more or less 1 anno quasi e mezzo, mi sembra tutto cosi' lontano nel tempo e credo che invece sia assolutamente doveroso ricordarlo anche a me stessa, inorgoglirmi e godermi al meglio questa mia QUINTA VITA sognata e ora reale. Et voila'! Ti racconto questa, credo valga per qualsiasi posto tu decida di andare, nel senso che sono cose che capitano perché E’ COSI’ e basta, e spesso il fatto che tu sia brava e capace non segue logiche matematiche.. Sono arrivata a Roma nel 97, avevo una stanza in un alberghetto di suore per 4 notti e basta, perché poi la stanza serviva e dovevo liberarla, avevo con me solo 500mila lire e i miei tre borsoni che contenevano tutte le mie cose, e nella mia terra, in Sardegna, non avevo altro che due scatoloni parcheggiati a casa di una amica e nessuna casa dove tornare nella quale non fossi un ospite ( ti risparmio lo scenario familiare che era ed è praticamente inesistente, questo per sottolineare anche un attimo lo stato psicologico del “ ce la devo fare per forza”). Giravo tutta Roma coi mezzi col giornale di annunci, avrei fatto qualsiasi cosa ( lecita) perché i soldi erano pochi e avevo poca autonomia: diedi le ultime 300mila x un posto letto x un mese ( perdonatemi le x per il PER) e così il primo lavoro che trovai fu quello di cameriera in un ristorante che da cinese diventava italiano; mi facevano pulire il grasso da ogni angolo e nello stesso tempo servire ai tavoli, non sapevo usare nemmeno il cavatappi, baravo, ma almeno avrei guadagnato qualcosa per poter pagare il mio letto per il mese successivo. Dopo 2 settimane non mi aveva ancora pagato e quando glielo chiesi mi rispose che non aveva “voglia di discutere con stronzette come me” ( testuale), rimasi lì un'altra settimana a farmi trattare da cretina davanti ai clienti, mi pagò e andai via. Immagina come mi sentivo. Ripresi le ricerche e ne trovai uno in strano ufficio dove vendevano spazi espositivi ( ma non veniva mai nessuno) e io dovevo fare le pulizie: dopo 2 settimane il tizio in questione mi disse che stava male e che doveva chiudere bottega, rimasi di nuovo senza… Allora partii per fare la stagione in Trentino, dormivo in una specie di cantina e la tipa dell’albergo mi faceva fare anche attività non previste dal mio lavoro ( tipo stirare le camicie del figlio viziato), scappai dopo un mese e di nuovo a Roma, mi diedero lo sfratto e alloggiai al volo in un'altra casa con 6 ( dico 6 ) ragazze che il primo giorno si picchiavano tra loro…( giuro!). Decisi allora di girare per tutti i ristoranti della zona, scrissi dei bigliettini col mio nome e il mio numero, mi spacciavo per cameriera esperta e giravo, giravo, chiedevo e lasciavo i biglietti, finchè al 20mo tentativo il buon Vittorio mi disse “vieni venerdì” e io ringraziai Dio di averlo conosciuto e di essere rimasta lì per tre anni, a farmi insegnare tutto su quel lavoro, anche se io sarei una ragioniera, con un voto anche alto ( all’epoca credevo fosse un bene da giocarsi, in realtà spesso sono solo 2 righe nel CV) e certamente avrei preferito fare altro, sapevo di esserne capace, più di chi magari non ha sudato per arrivare a certe posizioni alle quali io invece ambivo nonostante non fossero da manager strapagato… In quei tre anni ho imparato tanto e nel frattempo ho anche conosciuto altre persone che mi hanno consentito di fare altri lavori, per circa un anno facevo data entry in un ufficio di un partito e la sera e i weekend andavo in ristorante, a poco a poco sono andata migliorando in tutto: lasciamo stare che in questo paese i meccanismi sono altri, non c’è meritocrazia e le cose che valgono spesse volte non sono quelle che credi ( la bravura, l’impegno, la costanza, la curiosità e il fatto che ci dai dentro perché SAI COSA VUOI), però ciò che voglio trasmetterti (credo si capisca tra le righe) è che in ogni luogo ci sono le difficoltà; che è bene sapere cosa si vuole fare e come ottenerlo, cercare di farsi almeno un percorso di massima da seguire ( tenendo conto delle difficoltà che ci si possono mettere di mezzo); che la strada è in salita per tanti, certo non per tutti, ma ti assicuro che cominciare a salire un passo alla volta e arrivare alla cima, alla TUA cima, vuol dire che hai certamente incontrato persone che hanno capito cosa sei e cosa vali…questo ti resta e ti gratifica DENTRO! Non mollare, tieni duro sempre, se ci credi all’Irlanda, se è il tuo sogno e lo vuoi trasformare in realtà non mollare, non dargliela vinta agli ostacoli, ai normalissimi ostacoli che trovi e li trovi ovunque. A Londra potrebbe essere lo stesso… Il mio consiglio: comincia con una cavolata di lavoro, anche se non ti piace e senti che non fa per te…poi da cosa nasce cosa, conosci persone, ti ambienti e conosci, familiarizzi con le piccole e grandi cose…mostra il sorriso e la voglia di vivere e poi POTRAI SCEGLIERE TU…ma non ora, a meno che non abbia una dose di C… che, ahimè…non abbiamo tutti. Dai, coraggio!!! WAW!

martedì 3 febbraio 2009

Magari!

Potrebbe essere la soluzione........... La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo. Woody Allen

mercoledì 21 gennaio 2009

Cosa sognano i pesci rossi

Libro di Marco Venturino, anestesista.Questo libro l'ho letteralmente divorato...a momenti straziata, in altri sorridente per certi passaggi tra l'ironico e l'amaro, in altri ansiosa per l'empatia e la paura. Sara' che mi ricorda quando gli ospedali li giravo, dentro la Terapia Intensiva e la camera operatoria, e la gente ferma fuori ad aspettare notizie, le persone sui letti e le loro espressioni, mi facevano sentire fortunata ogni volta un po' di piu'. E poi, pallosa come sono, io alla "fine dei giorni" ci penso sempre, e come risultato cerco sempre di agire ORA immaginandomi come potrei sentirmi se fossi DENTRO, a guardare fuori da una finestra,impotente, e con tanta voglia di essere li' fuori a fare tutto cio' che mi va... Questo libro e' a meta' tra una lezione di vita, una iniezione di ottimismo o un momento di riflessione in genere sul nostro tempo e i nostri valori delle cose, sull'ineluttabile che non possiamo cambiare.. LEGGETELO, veramente meraviglioso e scritto ottimamente. PRESENTAZIONE E TRAMA DEL LIBRO: "Cosa sognano i pesci rossi" di Marco Venturino Mondadori - Collana: Omnibus / Narrativa "Nessun giocatore d'azzardo, per quanto folle e temerario, punterebbe cinque lire sul mio futuro" Pierluigi Tunesi, quarantacinquenne di successo e soddisfatto della propria esistenza, si trova - a seguito di complicanze sopraggiunte dopo un intervento chirurgico - ricoverato in gravi condizioni in un reparto di Terapia intensiva. Luca Gaboardi, quarantacinquenne in difficoltà e in conflitto con la propria esistenza, è il medico responsabile del reparto nel quale Pierluigi è stato ricoverato. Due uomini totalmente diversi, due vite andate in direzioni opposte, si trovano per destino faccia a faccia. Abbandonato, dopo l'operazione malriuscita, dal grande chirurgo privo di scrupoli che lo ha operato, e scaricato nelle mani frettolose, frustrate ma ancora non indegne di Gaboardi, nel giro di pochi giorni Tunesi ha visto se stesso trasformarsi, da uomo rispettato e potente, in 'pesce rosso': un paziente bisognoso di tutto, incapace di parlare, di dare sfogo a quel dolore che pure sente con una nitidezza abbacinante, con una misura resa atroce, implacabile, dall'impossibilità di esprimerlo. Mentre Gaboardi, con i suoi fallimenti simili a quelli di tanti suoi colleghi, è soltanto una delle 'facce verdi' che, indistinte, inadeguate, indifferenti, si chinano sul dolore altrui. Eppure questi due uomini, questi due coetanei le cui vite hanno avuto percorsi tanto diversi, hanno ancora qualcosa da dire e da dare. A se stessi, alla vita, e l'uno all'altro. Così, una pagina dopo l'altra, un capitolo narrato dal 'pesce rosso' e uno dalla 'faccia verde', prende quota un romanzo tragico e straordinario. Non c'è dolore, non c'è abiezione, non c'è indifferenza che riesca a costituire un limite invalicabile: ogni volta l'uomo si dimostra molto peggiore e molto migliore di quanto riusciamo a credere. Mentre s'innesca implacabile il meccanismo degenerativo della malattia, mentre speranze prive di fondamento servono solo ad alimentare il fuoco di paglia dell'illusione, mentre la classe medica non fa che dare mediocri prove di ambizione, di vanità, di insensibilità, quando non di dissennato accanimento, ecco, all'improvviso, che nascono la solidarietà profonda, l'eroismo quotidiano, la forza di continuare nonostante tutto. Ecco nascere un libro come questo, durissimo eppure pietoso, emozionante, vitale nonostante il dolere e l'angoscia, forte, potente come unn inno alla vita.

Yes, we Can!!!

And they can, and I can, and you too!:-)